PRESSIONE NEL GIOVANE ATLETA, POSITIVA O NEGATIVA?

Un argomento che in questi ultimi anni sta portando a varie discussioni è se effettivamente la pressione nel giovane atleta sia un fattore positivo o negativo.

Molti psicologi e allenatori pensano che i primi anni, ovvero intorno a 6-7 anni, il bambino debba essere libero nel scegliere lo sport adeguato per lui senza il pressing familiare, il quale spesso porta all’insoddisfazione il bambino.

Vero è che se un giovane fin da piccolo è inserito in vivai di squadre professionistiche si vengono comunque a creare pressioni, le quali devono essere ben gestiste dagli allenatori e in particolare dalla famiglia, dato che l’abbandono dello sport da parte dei giovani è dovuto proprio perchè vegono create aspettative troppo alte nei loro confronti e perciò il ragazzo decide di sospendere l’attività.

Importante è però capire quando la pressione sia un fattore positivo, dato che in molti casi lo è, infatti diversi studi affermano che il nostro cervello sotto pressione riesce a lavorare meglio e ottiene maggiori risultati, al contrario se troppo rilassato non riesce a lavorare al meglio, ma si limita ad individuare le informazioni base.

Bisogna capire in questo contesto cosa significa la parola pressione, sia in ambito sportivo, lavorativo o scolastico. La pressione è una forza, la quale può derivare dall’ambito lavorativo, dalla famiglia o dalla scuola, che dobbiamo contrastare con le nostre energie psicofisiche e siamo sotto pressione quando dobbiamo raggiungere un determinato obbiettivo e sappiamo che quell’obbiettivo deve essere raggiunto per poter continuare il nostro percorso nei diversi ambiti.

Essere sotto pressione implica lo sforzo di tutte le nostre energie mentali e fisiche, inoltre un certo tipo di pressione è imposto anche dalla società nella quale viviamo e sappiamo che al giorno d’oggi la società ha sempre più pretese.

In fine penso che la pressione nello sport debba essere riservata solo a chi lo fa di mestiere, quindi solo i professionisti, mentre tutti gli altri devono pensare a divertirsi e dare solo il meglio di loro stessi, come del resto in tutta gli ambiti della vita.

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PREVENZIONE NELLO SPORT

Il tema che andremo ad affrontare è quello della prevenzione nello sportivo, sia quello professionistico sia dilettantistico.

COME PREVENIRE UN INFORTUNIO?

Oggigiorno ci sono diversi punti che mi va di condividere con voi per prevenirli, ovviamente non sono regole però sicuramente aiutano il corpo dell’atleta a restare sempre competitivo e senza alcun fastidio.

  1.  L’attività sportiva deve essere regolare, ovvero con allenamenti che vanno dalle 2/3 volte settimanali all’allenamento tutti i giorni, quest’ultimo in caso si tratti di attività professionistica.
  2. Prima di iniziare qualsiasi attività è consigliabile uno stretching di almeno 10 minuti e soprattutto, deve andare in cima alle vostre priorità, stretching di almeno 2 minuti per ogni interruzione durante l’allenamento, dato che in caso di temperature molto basse anche una minimo movimento può essere fatale.
  3. Come sempre l’alimentazione è il fattore chiave e anche per quanto riguarda la prevenzione è fondamentale, insieme aggiungerei anche uno stile di vita sano e corretto.
  4. ultimo punto che voglio trattare è quello del controllo periodico da un osteopata per visionare eventuali squilibri muscolo-scheletrici.

Questa analisi deve essere fatta anche da parte degli allenatori e dai preparatori atletici che devono cercare di mantenere gli atleti in una forma costante, per fare ciò è necessario graduare il carico di lavoro settimanale in modo che sia pesante in certi punti e di scarico in altri periodi.

La fase di scarico penso sia la fase più importante per l’atleta dato che gli permette di restare in forma, ma allo stesso tempo di recuperare le energie.

Nel caso contrario, ovvero che alcuni atleti non inseriscano la fase di scarico nel proprio  programma possiamo affermare che sono sottoposti a un rischio nettamente maggiore di infortunio.

NEL PROSSIMO ARTICOLO: PSICOLOGIA & SPORT

FOOD & SPORT

In questo articolo tratteremo alcuni punti su come rimanere in forma durante una stagione sportiva.

Per arrivare pronti ad ogni gara o partita una delle componenti fondamentali è l’alimentazione, importante è capire cosa si può e cosa non si può mangiare prima di una partita, iniziamo:

1) una buona colazione è la base per una giornata di lavoro, di scuola o di sport, può essere condita anche con un dolce, il quale ci permetterà di evitare vari spuntini nell’arco della giornata. 

2) nella pausa o a scuola o a lavoro molto utile è uno spuntino, l’ideale sarebbe un frutto.( ore 10-10.30)

3) durante il pranzo bisognerebbe introdurre dei carboidrati per esempio con un piatto di pasta, con eliminazione del pane.

Come secondo a pranzo si può mangiare della verdura o anche della carne, preferibilmente bianca ( coniglio, pollo ecc…) inoltre bere molta acqua, consigliabile 2 litri al giorno.

Se nel pomeriggio si disputa la partita, questo a mio modo di vedere è il pranzo ideale, se invece è un giorno come altri verso le 4 (se il pranzo è stato verso le 12.30) si può mangiare un frutto.

4) per concludere la cena deve essere molto leggera per garantire un sonno tranquillo, infatti se non lo si è fatto per pranzo si può mangiare carne bianca, la quale è interscambiabile con il pesce, consigliabile verdura diversa dal pranzo e sempre bere molto.

Questi ovviamente sono consigli per una alimentazione adeguata e per permettere al corpo di essere in forma, tutto questo però va condito con un’attività sportiva regolare (2-3 volte a settimana).

Nel prossimo articolo ci occuperemo della prevenzione prima dell’attività sportiva.

IL TEMPO DELLA VITTORIA

Riprendiamo l’argomento dell’ultimo articolo, nel quale come ultimo concetto ho citato ” la concezione della vitttoria”.

Siamo nel millenio della vittoria e voglio parlarne in correlazione con i giovani, dato che tutti i giovani sono soggetti da questa pressione che tutta la società gli impone.

In primo luogo sono i mass media a trasmettere l’idea che il ragazzo debba sempre vincere e superare qualsiasi ostacolo, in particolare le varie tipologie di pubblicità che mostrano uomini sempre vittoriosi  e che tutti i ragazzi prendono come modelli.

Nell’introduzione ho scritto che anche la società fa passare questo tipo di ideologia infatti si può notare come molti genitori non accettino i fallimenti dei figli, visto che ogni caduta sembra il fallimento di tutta la persona, invece ogni fallimento dovrebbe essere motivo di crescità e il ragazzo deve essere suportato dai genitori in modo che lo aiutino a superare i propri obbiettivi.

Ovviamente nel mondo di adesso è molto più importante il risultato finale e non come viene ottenuto, non é importante la crescitá del ragazzo, ma che il ragazzo ottenga in qualsiasi modo i risultati che la società vuole.

Nel prossimo articolo affronteremo l’argomento dello sport in correlazione con l’alimentazione.

Sport come cultura

Come primo articolo, mi piacerebbe analizzare come in italia viene considerato lo sport da parte dei genitori e come questi lo tramandano ai figli.

Partendo dal fatto che il 70% dei ragazzi con età compresa tra 11-14 pratica almeno uno sport è già un dato che ci permette di dire che i giovani in fase adolescenziale sono più propensi verso la pratica sportiva, però il dato va calando con la crescità dei ragazzi.

Molto importante quindi è come viene fatto percepire lo sport al ragazzo da parte dei genitori, molto spesso abbiamo a che fare con genitori che pretendono prestazioni sempre eccellenti da parte del figlio (mi riferisco a qualsiasi sport) dando cosí al figlio un enorme peso e una grossa responsabiltà.

Questo peso ovviamente fa si che il ragazzo perda completamente la concezione di cosa è lo sport e di cosa lo sport insegna, infatti lo sport dovrebbe avere come obbiettivo una crescita tecnica ovviamente, ma soprattutto morale dato che lo sport dovrebbe inculcare nei ragazzi valori come: lo spirito di squadra, il sacrificio, il rispetto, e lo stare insieme per divertirsi.

In Italia ci sarebbe bisogno soprattutto che genitori e anche allenatori imparassero a dare certi valori ai loro ragazzi in modo da farli crescere ed è proprio per questo che parlo dello sport in relazione alla cultura, perchè in italia c’è la concezione dell’importanza della vittoria in qualsiasi modo anche scorretto e cosí facendo si fa crescere il giovane in modo sbagliato.

Questa sarà una tematica che approfondiremo nel prossimo articolo.